DIFESA EUROPEA (O GUERRA EUROPEA?)

7 months ago
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Trasmissione del 26 maggio 2025
"Il negoziato per la pace in Ucraina dopo i colloqui tra le delegazioni russa e ucraina in Turchia e la conversazione telefonica tra Donald Trump e Vladimir Putin, sembra arenarsi sugli scogli di sempre: da un lato la pretesa russa che Kiev e l’Europa tengono conto della situazione sul campo di battaglia, dall’altro la pretesa di ucraini ed europei che Mosca accetti di sospendere le operazioni militari per un mese per negoziare.
“Russia e Ucraina inizieranno immediatamente i negoziati per un cessate il fuoco” ha detto Trump dopo la conversazione con Putin definita “molto positiva. Russia e Ucraina avvieranno immediatamente i negoziati per un cessate il fuoco e, cosa ancora più importante, per la fine della guerra”, ha scritto Trump. Secondo il presidente americano, le condizioni dell’accordo saranno stabilite dalle due parti, perché “solo loro conoscono i dettagli” necessari a raggiungere un’intesa autentica.
Dettagli a dire il vero sostanziali sulla cui definizione Trump sembra volersi sottrarre preferendo sottolineare che la Russia sarebbe pronta ad avviare un commercio su larga scala con gli Stati Uniti una volta raggiunta la pace: “C’è un’enorme opportunità per la Russia di creare posti di lavoro e ricchezza. Il suo potenziale è illimitato”. Allo stesso modo il presidente ha evidenziato le prospettive economiche future per l’Ucraina, parlando di grandi benefici nel contesto della ricostruzione del Paese dopo la fine del conflitto.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, sostenuto dai “volenterosi” europei, ritiene che sia “ovvio che la Russia sta cercando di guadagnare tempo per continuare la guerra e l’occupazione. Stiamo lavorando con i nostri partner per fare pressione sui russi affinchè si comportino diversamente. Le sanzioni sono importanti e sono grato a chiunque le renda più tangibili per i responsabili della guerra. Non abbiamo dubbi che la guerra debba concludersi al tavolo delle trattative. Dovrebbero esserci proposte chiare e realistiche sul tavolo. L’Ucraina è pronta per qualsiasi formato di negoziazione produttivo. E se la Russia continua a proporre condizioni irrealistiche e a compromettere i possibili risultati, le conseguenze saranno sicuramente dure. Oggi sono previsti anche colloqui con gli altri nostri partner”.
E’ bene comprendere che quelle che Zelensky definisce “proposte irrealistiche” che non è disposto a accettare sono le cessioni territoriali alla Russia di Crimea e altre quattro regioni già sotto controllo militare russo completo (Crimea e Lugansk) o solo parziale (Zaporizhia, Kherson e Donetsk).
Il nervosismo che si respira a Kiev e in molte capitali europee è determinato dall’indifferenza di Mosca di fronte alle pressioni per una tregua di un mese a che aiuterebbe solo gli ucraini, in difficoltà su tutti i fronti dove perdono terreno ogni giorno con il rischio che i russi dilaghino anche in altre regioni.
Anche se i colloqui di Istanbul tra russi e ucraini hanno portato solo a un’intesa per lo scambio di mille prigionieri per parte, la decisione condivisa da Trump e Putin di affidare la mediazione alla Turchia ha permesso di tagliare fuori ancora una volta dai negoziati i sempre più irrilevanti europei.
L’Europa appare infatti tagliata fuori da ogni processo negoziale e infatti né la UE né una sola singola nazione europea siedono a nessuno dei tavoli dei colloqui. Zelensky e i leader europei condividono invece la consapevolezza che senza un accordo che porti a un immediato cessate il fuoco l’Ucraina subirà ulteriori perdite territoriali e la sconfitta di Kiev trascinerà nel baratro la dirigenza ucraina, quella della Ue e molti leader e governi europei.
Gli europei si stiano avvitando nella loro irrilevanza. La cosiddetta coalizione dei volenterosi esprime valutazioni e condizioni del tutto ininfluenti minacciando nuove sanzioni alla Russia se non accetterà il cessate il fuoco.
L’aspetto che sembra sfuggire a molti osservatori in Europa è che per raggiungere la pace le condizioni le dettano i russi che sul campo di battaglia stanno vincendo la guerra e avanzano ogni giorno lentamente ma su tutti i fronti.
Zelensky ha più volte definito “irricevibili” le richieste dei russi, che nei colloqui in Turchia hanno chiesto il ritiro delle forze ucraine dai territori delle quattro regioni contese ancora sotti il controllo di Kiev.
Putin parla da vincitore e, a dispetto di quanto afferma Zelensky, ha il fattore tempo a suo favore poiché Mosca si rafforza militarmente ogni giorno di più mentre ucraini ed europei si indeboliscono progressivamente.
Sono i leader ucraini ed europei a cercare di guadagnare tempo con tregue, cessate il fuoco e minacce di ulteriori sanzioni per non ammettere che la sconfitta di Kiev sarà anche la nostra e per evitare di pagare il prezzo della disfatta."
(Da: Analisi Difesa, 20.5.2025, G. Gaiani)

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